Patrick Sahle in collaborazione con Georg Vogeler e con i membri dell’IDE (Institut für Dokumentologie und Editorik); versione 1.0, febbraio 2014 (Versione inglese 1.1, giugno 2014; versione tedesca 1.1, giugno 2014).

Traduzione in italiano di Anna Cappellotto col supporto di Gioele Barabucci, Antonella Ambrosio, Vera Schwarz-Ricci e Paolo Monella, giugno 2015

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Considerazioni preliminari

Ambito di applicazione

Definizioni. Queste linee guida mirano alla descrizione e alla valutazione delle edizioni digitali scientifiche (EDS).[1] Un’edizione digitale scientifica è una risorsa informatica che offre (solitamente) un’interpretazione critica di documenti storici e di testi. Le edizioni digitali scientifiche non sono soltanto pubblicazioni in formato digitale; sono piuttosto sistemi di informazione che seguono una metodologia determinata da un paradigma digitale – così come le edizioni tradizionali a stampa seguono una metodologia che corrisponde ai paradigmi della cultura cartacea. Premessa questa particolare concezione dell’EDS, accade che in molti casi le risorse digitali non possono essere considerate edizioni digitali in senso stretto. Le edizioni a stampa digitalizzate o i progetti di digitalizzazione delle biblioteche e degli archivi, anche se includono descrizioni, trascrizioni e indicizzazioni, spesso non corrispondono alla concezione di EDS nel senso da noi inteso. Inoltre, se una pubblicazione non soddisfa determinati requisiti minimi di scientificità, non può essere classificata come EDS. La questione se (e in che senso) una pubblicazione possa essere considerata un’edizione scientifica dovrebbe essere affrontata in una recensione. Ad ogni modo, le linee guida qui proposte tendono ad essere abbastanza generiche da poter essere applicate anche a edizioni che non sono EDS nel senso da noi inteso.

Tipi di edizione e scuole di pensiero. Proprio in virtù del loro carattere generale queste linee guida sono pensate in modo da poter essere applicate alla varietà degli oggetti dell’edizione e delle differenti tradizioni editoriali relative alle edizioni scientifiche. È necessario tener conto del fatto che tutti i documenti e i testi del passato (e anche quelli contemporanei) possono essere oggetto di una EDS. Allo stesso modo ogni EDS può prefiggersi diversi obiettivi, tutti legittimi. Per questo ci possono essere ragioni metodologicamente ben fondate che giustificano la rinuncia alla ricostruzione del testo e all’emendazione, la scelta di non usare un apparato critico per la restituzione delle varianti oppure l’adozione di un certo “filtro di percezione”, ossia di un determinato livello di trascrizione (ad esempio diplomatica o normalizzata). Rimangono perciò solo tre condizioni indispensabili affinché un’edizione possa essere considerata un’EDS:

  • La presentazione della metodologia di edizione adottata, attraverso una descrizione chiara delle norme che hanno guidato l’edizione.
  • La conformità ai requisiti scientifici sia per quanto riguarda il contenuto che la qualità, incluso il rispetto delle norme dichiarate.
  • Una concezione di edizione che non derivi dalle restrizioni tecnologiche della stampa, ma che sia in grado di produrre un vero e proprio “paradigma digitale”.

Buona prassi e questioni metodologiche aperte. La valutazione delle EDS è basata su metodi consolidati nell’ambito della scienza editoriale nell’età della stampa e sulle esperienze maturate nella produzione di edizioni digitali in questi ultimi decenni. Procedure scientifiche dell’edizione digitale sono state ormai fissate per molti dei compiti dell’editore; pertanto, le recensioni delle EDS dovrebbero contribuire a diffondere e a consolidare questi metodi e approcci. Le linee guida qui presentate forniscono un primo raggruppamento di requisiti basilari che una EDS dovrebbe contemplare, affinché questi requisiti siano applicati oppure perché la loro eventuale non applicazione sia motivata. Tuttavia molte questioni sono ancora dibattute e per ciò che le riguarda non è possibile predeterminare requisiti indispensabili.[2] In questo caso le recensioni delle edizioni digitali dovrebbero essere viste piuttosto come un ulteriore contributo al dibattito metodologico. Inoltre, in base all’evoluzione di quest’ultimo, le linee guida dovrebbero essere aggiornate continuamente così che possano rifletterne i risultati.

Applicazione dei criteri

Criteri generali e specifici. Esistono dei criteri generali applicabili a tutti i tipi di edizione (e ad altre risorse analoghe) che dovrebbero essere sempre tenuti in considerazione in una recensione. Tuttavia esistono anche criteri riguardanti aspetti specifici e rivolti ai dettagli, che possono essere applicati soltanto ad alcuni tipi di documenti oppure nel momento in cui si prendono in esame determinati metodi di edizione. Non applicare uno qualsiasi di questi criteri può significare, allora, due cose: che essi non sono applicabili nel senso che non si adattano all’oggetto dell’edizione, oppure che non sono applicati per una decisione metodologica degli editori.[3]

Questioni di gusto. Esistono poche regole e requisiti relativi alle EDS che sono fuori discussione. Ci sono invece diverse soluzioni possibili per problemi comuni; di conseguenza la decisione se usare una o l’altra di queste alternative è spesso una questione di gusto che esula dalla discussione scientifica. Le recensioni possono, anzi dovrebbero, assumere una posizione anche a questo riguardo; è necessario però chiarire che si tratta di valutazioni personali, che non costituiscono parte del giudizio scientifico complessivo su un’edizione.

Parametri. Le edizioni devono essere recensite tenendo conto del contesto in cui sono state prodotte: i loro obiettivi, le loro risorse finanziare, il tempo impiegato, i materiali che erano a disposizione degli editori (per esempio le edizioni a stampa). Si dovrebbero apprezzare le edizioni più ricche nell’offerta di contenuti, di informazioni critiche e di funzioni, ma bisogna anche rispettare quelle che si sono proposte di raggiungere obiettivi più circoscritti. Nel caso in cui gli editori si fossero prefissati obiettivi troppi impegnativi e non li avessero raggiunti, allora bisogna tenere in considerazione il momento in cui è avvenuta la pubblicazione e quello della sua recensione. La pubblicazione e la recensione spesso riguardano un determinato momento nell’ambito di un processo di impegno scientifico che è in corso e che è ancora aperto. Siccome non si tratta dello stadio concluso e definitivo dell’edizione, il recensore deve valutare se essa, al momento della recensione, ha raggiunto una maturità e una consistenza tali da poterla considerare una risorsa valida per la ricerca. La recensione di una risorsa digitale dovrebbe mirare ad offrire un parere professionale nel corso del processo editoriale e dei suggerimenti per il miglioramento del progetto.

Profilo del recensore. Recensire un’EDS richiede una duplice competenza, perché il recensore deve essere in grado di valutare, oltre al contenuto, anche la metodologia impiegata e la sua implementazione dalla prospettiva delle Digital Humanities. Le recensioni delle EDS possono focalizzarsi soltanto su uno degli aspetti menzionati, ma la scelta deve essere dichiarata esplicitamente. Sarebbe opportuno che nella recensione comparissero pareri di altri esperti nei campi di studio in cui il recensore ha meno competenza.

1. Preliminari della recensione

1.1. Il recensore. È necessario indicare il background accademico, i contatti istituzionali, le esperienze pregresse e gli interessi scientifici del recensore, se ciò è rilevante ai fini della recensione. Queste informazioni possono essere inserite in una dettagliata nota a piè di pagina.

1.2. Identificazione bibliografica dell’EDS recensita. Di norma un’EDS dovrebbe poter essere identificata attraverso coordinate bibliografiche: titolo, curatori, altre persone e istituzioni coinvolte, informazioni riguardanti la pubblicazione (data iniziale, versioni, ultima modifica), indirizzo (in termini di web-URL o di identificatori quali DOI, URN o PURL) devono essere informazioni evidenti. Qualsiasi difficoltà nel ricavare questi dati dall’EDS deve essere segnalata nella recensione.

1.3 Introduzione generale. L’oggetto della pubblicazione deve essere descritto brevemente: in quale contesto scientifico o in quale ambito interdisciplinare è nata l’edizione? In che modo è collegata ad altre risorse a stampa o digitali, ad ulteriori risorse esistenti o a progetti simili? Quali desiderata affronta?

1.4. Parametri generali. Chi sono gli editori, le istituzioni coinvolte e i collaboratori? Quali sono state le loro responsabilità? Essi collaborano anche ad altri progetti? Esistono collegamenti ad altri progetti anche dal punto di vista del contenuto? Quali risorse finanziarie, umane e di tempo sono state immesse nel progetto? Come è stato implementato?

1.5. Trasparenza. I parametri generali sono facilmente accessibili? L’EDS fornisce informazioni riguardo all’editore, a contatti istituzionali o personali?

2. Oggetto e contenuto dell’edizione

2.1. Selezione. Quale rilevanza possiede l’EDS per la ricerca presente e futura? Quali fonti e quali documenti sono stati presi in considerazione e perché? Ci sono principi di selezione (o di campionamento)? Questa selezione (o campionamento) è completa nell’ambito del corpus di riferimento? La scelta è comprensibile?

2.2. Lavori preliminari e contributo del progetto. Qual è il contributo dell’EDS allo stato dell’arte? Cosa è stato tratto da lavori preesistenti (per esempio edizioni a stampa) e che cosa c’è di inedito nell’EDS?

2.3. Contenuto. Cosa viene pubblicato nell’EDS? Quante e che tipo di informazioni vengono messe a disposizione (immagini, trascrizioni, testi integrali, commenti, altro materiale contestuale, bibliografie, ecc…)? Nel caso in cui determinati contenuti rilevanti non siano presenti: le omissioni sono spiegate o giustificate?

3. Obiettivi e metodi

3.1. Documentazione esplicativa. È inclusa una descrizione degli obiettivi dell’EDS e dei metodi in essa utilizzati? Se non è così, essa può essere desunta dai contenuti o dalla loro presentazione?

3.2. Obiettivi scientifici. Quali questioni scientifiche affronta l’edizione? In quali ambiti di ricerca si colloca? In quale misura viene incontro a specifiche esigenze di ricerca?

3.3. Mission. Quali obiettivi si propone di raggiungere l’EDS? Essa riesce a raggiungerli? Cosa promette di rappresentare in modo esplicito? E cosa si suggerisce di rappresentare, implicitamente, ad esempio sulla base di come l’EDS viene classificata (“edizione”, “edizione critica”, “portale”, “opera omnia”, “archivio digitale”, ecc.)? A quale pubblico si rivolge l’EDS?

3.4. Metodo. L’EDS segue una scuola di pensiero nell’ambito della metodologia di edizione? Qual è l’approccio metodologico adottato? Per esempio, l’EDS adotta un principio di interpretazione del testo di tipo materialista o idealistico/platonico? Essa si concentra sulle “opere” o sui “documenti”? Come viene valutata la tradizione testuale: ci sono manoscritti preferiti oppure l’editore prende in considerazione tutti i documenti, attribuendo loro lo stesso valore?

3.5. Rappresentazione di documenti e di testi. Come avviene il trattamento dei documenti e dei testi all’interno dell’EDS? Qual è il ruolo delle immagini digitali e quale la loro qualità? Qual è la prospettiva sul testo che condiziona le regole di trascrizione applicate nell’EDS? Quanto è dettagliata la trascrizione? Dove si potrebbero collocare i testi trascritti in una scala che va da una rappresentazione del testo aderente al documento ad una sua rappresentazione interpretativa? L’EDS fornisce emendazioni e una ricostruzione ideale del testo?

3.6. Critica, indicizzazione e commento. Che tipo di critica della tradizione testuale è documentata nell’EDS (es. stemma, descrizione dettagliata dei testimoni)? Che tipo di indicizzazione, di commento e di descrizione dei documenti e dei testi viene fatto?

3.7. Data modelling. Come viene implementata dal punto di vista tecnico la metodologia di edizione? Quale data model viene applicato? Le informazioni relative al data model sono sufficienti? Quali data formats vengono utilizzati? L’EDS segue standard comunemente utilizzati (per esempio le linee guida TEI)? Se non è così, la deviazione dagli standard esistenti è sufficientemente giustificata? Se invece l’EDS segue uno standard, il data modelling è documentato attraverso uno schema formale (come, per esempio, un file ODD nel caso della TEI) reperibile sul sito dell’EDS?

4. Pubblicazione e presentazione

4.1. Infrastruttura tecnica. Quali tecnologie vengono utilizzate per la pubblicazione dell’EDS? Perché vengono utilizzate determinate tecnologie e non altre (si tratta ad esempio di una scelta dettata nell’ambito del contesto specifico di produzione dell’EDS e di una buona prassi)?

4.2. Interfaccia e fruibilità. L’interfaccia dell’EDS è organizzata in modo chiaro e può essere utilizzata intuitivamente? I contenuti sono messi a disposizione in maniera efficace attraverso l’interfaccia? L’utente identifica velocemente l’argomento, lo scopo, il contenuto e i principali accessi ai contenuti dell’EDS? L’interfaccia è in linea con i modelli visivi comunemente utilizzati? All’utente è chiaro in ogni momento a quale tipo di contenuto abbia avuto accesso, dove si trovi all’interno della più generale struttura dell’EDS e come da una certa posizione possa accedere agli altri contenuti?

4.3. Navigazione. È possibile navigare in tutti i contenuti? Il browsing è semplice e permette un accesso rapido ad ogni parte del contenuto?

4.4. Ricerca. C’è un’interfaccia di ricerca semplice o complessa? Come si può raffinare la ricerca? Come riesce l’utente a trovare informazioni sulle opzioni e sulle possibilità di ricerca? Il sistema di ricerca fornisce risultati attendibili anche quando si naviga senza una specifica conoscenza dei contenuti? Esistono funzioni di supporto, come guide, indici, funzionalità di completamento automatico o di suggerimento?

4.5. Indici. Il contenuto è rappresentato in altri formati funzionali a fornire una visione d’insieme dell’edizione e un supporto per l’accesso al materiale, come per esempio elenchi, indici, registri? Gli indici, gli apparati di commento e le descrizioni (così come vengono descritti al punto 3.6) vengono utilizzati nella presentazione dei contenuti?

4.6. Qualità della presentazione. Nel caso in cui siano presenti delle immagini, la loro qualità è sufficiente per soddisfare i principali interessi di ricerca? Sono presenti errori rilevanti nelle trascrizioni? L’EDS contiene un commento critico relativo alla tradizione testuale o all’interpretazione dei testi? L’utente può usufruire di differenti presentazioni dello stesso materiale, ad esempio può passare dalla trascrizione diplomatica a quella normalizzata?

4.7. Metadati per la descrizione e correlazione tra gli oggetti nell’edizione. Come sono descritte le diverse parti costitutive e gli oggetti dell’edizione? Sono descritti globalmente e in maniera chiara? Le singole parti sono interconnesse? Le differenti forme di rappresentazione (per esempio testo e immagine) sono connesse? All’interno dell’EDS ci sono collegamenti attraverso i quali accedere a ulteriori informazioni? Le singole parti dell’EDS sono collegate a risorse esterne?

4.8. Identificazione e citazione. Ci sono identificatori permanenti per i contenuti dell’EDS? Se si, fino a quale livello di granularità nella struttura dei contenuti? Quali meccanismi e sistemi di denominazione e di address resolving sono utilizzati? Vengono fornite delle indicazioni per la citazione dell’EDS?

4.9. Interfacce tecniche. Sono presenti interfacce tecniche come OAI-PMH, REST, APIs etc., che permettono il riutilizzo dei dati dell’EDS in altri contesti? È prevista la possibilità di estrarre o scaricare i dati? Questi ultimi possono essere utilizzati con altri tool adatti a quel tipo di contenuto? È possibile un’integrazione dei contenuti dell’EDS in altri sistemi, ad esempio sistemi che aggregano contenuti provenienti da diverse fonti?

4.10. Integrazione e social media. L’edizione è integrata nei social media o in piattaforme virtuali di ricerca, per facilitare la condivisione o la discussione di sue parti? L’edizione è connessa alla comunità scientifica alla quale appartiene attraverso i social media?

4.11. Spin-off e formati di esportazione. Sono reperibili formati alternativi di edizione, per esempio una versione stampabile o formati compatibili con specifici reading device (ad esempio e-Books o altri dispositivi mobili)?

4.12. Accesso ai basic data. I dati che sono alla base dell’edizione (per esempio in XML) sono accessibili? Se sì, in che modo? Essi sono messi a disposizione per singoli oggetti e/o per l’intera EDS? Sono parte dell’interfaccia utente dell’EDS o sono contenuti in un repository esterno? Laddove questi dati non siano messi a disposizione, si spiega il perché di questa mancanza?

4.13. Diritti e licenze. L’edizione fa sufficientemente riferimento ai diritti e alle limitazioni per il riutilizzo delle diverse parti dell’EDS (ad esempio immagini, trascrizioni, commenti)? L’EDS segue norme che permettano un riutilizzo dei dati ad uso della ricerca scientifica?  Sono attive in essa determinate licenze (ad esempio Creative Commons)?

4.14. Ulteriori caratteristiche. L’edizione presenta caratteristiche particolarmente degne di nota, ad esempio perché sono utili e/o non comuni? Si pensi a particolari funzioni di visualizzazione, interattività, manipolazione delle immagini, opzioni di annotazione, note di commento, personalizzazione, ecc.

4.15. Documentazione e testi ad essa connessi. L’EDS contiene una premessa o altri testi esplicativi? É presente un help system? Nell’edizione sono presenti sufficienti informazioni riguardanti il progetto, i contenuti dell’edizione e la sua implementazione tecnica? Le fonti e la selezione del materiale sono descritte? La metodologia di edizione è spiegata in modo chiaro e dettagliato?

4.16. Utilizzo a lungo termine. Quali sono le prospettive dell’EDS per un suo utilizzo a lungo termine? L’edizione è conclusa o è in fieri (e necessita quindi di ulteriori modifiche e di aggiunte)? Esiste un supporto istituzionale che si prenda cura dell’edizione e della sua sostenibilità? I basic data sono archiviati? Esiste un progetto per garantire un accesso duraturo all’edizione?

5. Conclusione

5.1. Terminologia. Il progetto può essere definito un’EDS e se è così, secondo quale definizione di EDS? Come si potrebbe descrivere brevemente la risorsa digitale in quanto esito di un progetto editoriale? Se il risultato non soddisfa alcuni dei requisiti minimi di scientificità (come la presenza di una descrizione scientifica della tradizione testuale, la rappresentazione basata su regole ben precise, la trasparenza delle decisioni editoriali, la qualità scientifica) bisogna indicare che non si tratta di un’edizione che rispetta i criteri comunemente adottati dalla comunità scientifica e che per questo tale risorsa non dovrebbe essere considerata un’EDS.

5.2. Realizzazione degli obiettivi. In quale misura l’edizione ha raggiunto gli scopi che si era prefissa?

5.3. Adempimento dei requisiti generali. L’EDS ha tutti i requisiti che un prodotto scientifico di questo tipo allo stato attuale dovrebbe avere? L’EDS segue le due regole fondamentali che si deve sempre imporre un editore: “1: Dichiara quello che intendi fare e agisci di conseguenza. 2: rispetta sempre gli standard scientifici di qualità”? L’edizione è documentata a sufficienza? È citabile e trasparente? Come si può valutare nel complesso la qualità dei contenuti (immagini, testi, indici, commenti, informazioni riguardanti il contesto)?

5.4. Contributo dell’EDS. Quale contributo fornisce l’edizione all’ambito di ricerca a cui si rivolge? Quale contributo fornisce all’evoluzione dei metodi e al consolidamento di una buona prassi dell’edizione digitale? In che cosa l’EDS supera le possibilità di un’edizione a stampa?

5.5. Peculiarità. Quali caratteristiche dell’EDS meritano una particolare attenzione perché degne di nota e innovative anche al di là dei criteri generali qui esposti?

5.6. Fruibilità, utilità e qualità. L’EDS è facile da utilizzare? Fornisce un contributo scientifico utile al suo specifico ambito di ricerca? Come potrebbe essere descritta la sua qualità scientifica?

5.7. Proposte di miglioramento. Se il progetto non è ancora concluso: che cosa potrebbe apportare un ulteriore miglioramento? Quali aggiunte potrebbero essere utili e efficaci? Quali ulteriori step di lavoro potrebbero essere auspicabili a seguito e al di fuori del progetto concluso?

Bibliografia

Esempi di recensioni:


[1] È dibattuto se sia preferibile “Edizione Digitale Scientifica” (EDS) o se invece “Edizione Scientifica Digitale” (ESD) sia più appropriato. Anche se ci possono essere alcune lievi differenze tra le due espressioni, riguardo all’enfasi o all’ordine concettuale di aspetti cruciali, riteniamo che, in entrambi i casi, il fine ultimo siano edizioni scientifiche e genuinamente digitali. Per questa ragione scegliamo in maniera arbitraria di usare semplicemente una delle due opzioni.

[2] Esempi potrebbero essere l’attribuzione dettagliata del lavoro editoriale individuale, la messa a disposizione dei dati dell’edizione per mezzo di interfacce tecniche o l’identificazione semantica dei contenuti dell’edizione.

[3] Per quanto riguarda il primo caso si pensi alla collazione e alla registrazione delle varianti nel caso di testi a codex unicus. Per il secondo si pensi alla consapevole rinuncia all’emendatio – ad esempio per non compromettere l’autenticità della lezione. Per maggiori informazioni: http://www.i-d-e.de/aktivitaeten/reviews/criteria-for-reviewing-scholarly-digital-editions-version-1-1#sthash.yB8s9T3g.dpuf

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